martedì 13 gennaio 2026

La casa della Vita (2014-2026)




Nel buio ascolto i battiti del cuore
e tutti i rumori della tua vita –
il pulsare del sangue nelle arterie
e il cerchio del ritorno nelle vene,
il ritmo del respiro e i borborigmi
del chimo nel suo transito tra i villi.
Dal mio riparo al caldo del tuo ventre
sento gli elettrici clic tra i neuroni
da cui nasce pensiero e movimento,
e sento la tua voce che mi chiama –  

Nel buio muovo i primi passi e sogni,
scrivo inaudite canzoni e disegni – 
la placenta mi ripara da tutto
ora – rimpiangerò fra pochi mesi 
il tuo utero, la mia casa –  
ma abiterò fra le tue braccia
l’abbraccio della Vita e della luce,
contemplerò finalmente il tuo volto.

3 commenti:

  1. Beh… però… insomma… mica male, mica male… anzi… Anzi!

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  2. Un commento quasi balbettante, velato di ironia, ma intensissimo nella sua concisione. Non c’è un nome, né un aggettivo, né un verbo: solo interiezioni, congiunzioni, avverbi e segni di punteggiatura magistralmente usati. È tutto giocato su due figure retoriche, la reticenza e il climax, che si intrecciano e si elidono per lasciare spazio alle integrazioni del lettore. Originalissimo. Insuperabile. Onorata e grata per averlo ispirato.

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  3. Grazie per il tuo commento al mio commento.
    Un mio commento al mio commento risulterebbe più o meno così: “Trascrizione fonetica e onomatopeica, del gloubi-boulga borbottato da una persona che vorrebbe fare un complimento a un’altra senza dare l’impressione di farlo”.
    Niente a che vedere con il tuo commento al mio commento, che risulta invece dalla riflessione analitica di una poetessa filologa capace di vedere poesia anche nei “... borborigmi del chimo nel suo transito tra i villi”.

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